La settima edizione di “Di Freisa in Freisa” segna un importante punto di svolta nella promozione e comunicazione di un grande patrimonio della nostra terra. Il Consorzio di tutela e valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese, in piena sintonia con il Comune di Chieri, ha voluto fortemente puntare sulle sinergie territoriali, coinvolgendo molte realtà che quotidianamente lavorano per portare nel mondo il bello e il buono che il territorio chierese sa esprimere.
L’ospite d’onore di questa edizione sarà il Vermouth: storica bevanda a base vinosa che affonda radici e tradizioni nelle nostre colline e nella città di Torino. Di qui la prestigiosa collaborazione con Martini & Rossi e la sua nuova Bar Academy, ma anche con i ragazzi di Vermouth Anselmo e molti altri piccoli produttori torinesi. Il significato di questo connubio è ben espresso dal payoff dell’edizione 2016: “I sensi del Vino“.
L’ambizione è quella di non limitarsi alla degustazione di prodotti, pur di altissima qualità, ma di rendere l’esperienza un’avventura sensoriale che suggestioni e sensibilizzi i partecipanti facendo leva sull’enorme potenza ricettiva dei cinque sensi, laddove correttamente stimolati.
Per raggiungere lo scopo il Consorzio, avvalendosi della collaborazione dell’Associazione Go Wine ma anche della grande capacità comunicativa di importanti personaggi del panorama enogastronomico, ha predisposto un ricco palinsesto di workshop che si susseguiranno nella nuova “Freisa Lounge“: un elegante allestimento posto in Piazza Umberto I, vero cuore pulsante della manifestazione.
Qui troveranno spazio una serie di degustazioni legate alle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese, la cui conduzione è stata affidata alle giovani ma esperte mani di Gianpiero Gerbi, il quale accompagnerà i partecipanti fra sentori e note tipiche dei vini attraverso l’utilizzo di aromi, essenze, degustazioni “cieche” ed abbinamenti gastronomici.
Particolarmente interessante sarà l’appuntamento con “Freisa & Friends“: un curioso esperimento degustativo che metterà a confronto il Freisa di Chieri con alcuni altri vitigni autoctoni italiani simili per caratteristiche e capacità produttiva.
I workshop dedicati all’affascinante mondo del Vermouth saranno affidati all’istrionico Giustino Ballato (Anselmo Torino 1857 Vermouth), vero e proprio esperto della storica bevanda torinese. Attraverso storia, aneddoti e curiosità condurrà gli iscritti ai workshop fra erbe aromatiche, essenze ed amaricanti per scoprire i segreti e la bellezza di una delle più radicate e storiche produzioni delle nostre terre.
Da sottolineare a penna rossa l’incontro a tema “I giardini del Vermouth“: una vera e propria esperienza sensoriale dove i partecipanti potranno familiarizzare con le erbe aromatiche fondamentali per la produzione del vermouth e degustare alcuni cocktail creati dal giovane e promettente Michele Marzella (head-bartender del noto locale torinese “Affini“) che vedranno una interessante miscelazione fra Vermouth e Freisa di Chieri. Il “Freisa Lounge” tuttavia sarà anche un importante spazio culturale, dove illustri personaggi dialogheranno su diversi temi legati al vino.
Spiccano su tutti due incontri: uno dal tema “Le radici del Freisa“, dove Rosalba Graglia e Dario Bragaglia (Gambero Rosso) intervisteranno il Prof. Vincenzo Gerbi (Università di Torino – Facoltà di Agraria) sui molti aspetti legati al passato, al presente e soprattutto al futuro del Freisa di Chieri. L’altro vedrà protagonisti il giornalista e scrittore Lorenzo Mondo e Bruno Quaranta (La Stampa – TuttoLibri) in una conversazione dal tema “Il Vino e il Mito delle Colline”, a cura del Concorso letterario “Bere il Territorio” (Associazione Go Wine).
Il calendario sarà davvero fitto e corredato da molte collaborazioni importanti, come quella di Gelati Pepino: Carlotta Ozino porterà i partecipanti alla scoperta del “Gelato al Freisa” e della sua versione analcolica, formata dai gusti che fanno riferimento ai sentori tipici della DOC.
Tutti gli incontri ed i workshop saranno disponibili in diretta streaming sulla pagina facebook di “Di Freisa in Freisa 2016”, permettendo così una fruizione dei contenuti molto ampia e duratura.
A corredo di tutto ciò vi sarà, per i due giorni della manifestazione, un concorso fotografico organizzato con la collaborazione dell’Associazione GF – La Mole: i migliori scatti, pubblicati sulle piattaforme social (Facebook, Instagram e Twitter) con l’hashtag ufficiale #difreisainfreisa saranno premiati dal Consorzio con una fornitura di Fresai di Chieri e Collina Torinese DOC.
Si tratta di un’edizione di “Di Freisa in Freisa” che vuole valorizzare il nostro grande, ma spesso troppo poco conosciuto, patrimonio enogastronomico rivolgendosi ad un pubblico non necessariamente di esperti o enofili di lungo corso. Tutti sono invitati a scoprire, con curiosa spensieratezza, quanto di buono Chieri ed il territorio chierese hanno da offrire.
















Vitigno a frutto rosso diffuso in buona parte del Piemonte, si presenta con grappolo allungato e spargolo, con acini medi, rotondi, di colore nero bluastro dal peduncolo lungo e verde e di grandezza leggermente inferiore alla media. La buccia è sottile e pruinosa, la polpa succosa, di sapore dolce con una punta di aspro; matura ad inizio ottobre. Il vitigno Freisa è apprezzato per la vigoria e la capacità di adattarsi ai più diversi terreni anche se sono da “considerarsi idonei i vigneti collinari, in buona esposizione con terreni preferibilmente di medio impasto calcareo-argillosi, con esclusione di quelli di fondovalle, pianeggianti o tendenzialmente umidi”, così come recitano i disciplinari di produzione delle due Doc storiche, Freisa di Chieri e Freisa di Asti. La prima, circoscritta alla zona collinare, ultima propaggine del Monferrato, che da Torino si spinge a levante fino a Chieri e la seconda, prodotta nel territorio collinare della provincia di Asti. Negli anni, la denominazione di origine controllata è stata conferita anche le uve Freisa di altre zone e così nascono Langhe Freisa, Monferrato Freisa e Pinerolese Freisa. Compagna del Grignolino nelle denominazioni Grignolino del Monferrato Casalese e Grignolino d’Asti. Come la gente di queste terre, come il tartufo, si nasconde, si fa desiderare per poi aprirsi e diventare generosa nei calici di chi sa apprezzarla.
Il Freisa, vitigno tipicamente piemontese, ha una storia di almeno 500 anni così come da documentazioni pervenute sino ai giorni nostri. La sua presenza nei territori degli odierni Monferrato e Collina Torinese è sicuramente precedente ma con altri nomi ad indicare l’uva locale.
Rompere il ghiaccio è sempre difficile, farlo per gli amici del Consorzio delle Doc Freisa e Collina Torinese – ho volutamente abbreviato il nome ufficiale che trovate ovunque su questo sito – ancora di più. I vini torinesi e quindi della Collina fanno parte della mia vita professionale e non solo, da molti anni ormai parlare di Freisa mi pare normale, scontato e quasi mi sembra di dire cose che tutti sanno ma forse non tutti e quindi, in fondo, le devo dire o scrivere, in questo caso specifico. In questo blog, questa finestra sul mondo virtuale dove raccontare e interloquire, commentare e ascoltare, bere e, forse no, solo immaginare, parlerò, anzi parleremo di tutto quanto attiene al mondo meraviglioso, misterioso, vero, reale e impareggiabile del vino. Freisa anzitutto! Ma soprattutto deve essere uno spazio per chi il vino lo produce, lo propone, ne parla, lo abbina e ovviamente lo beve! Quindi uno spazio per tutti, anche per gli astemi che vogliono avvicinarsi in modo virtuale all’universo enologico .