vino

Vinit – #FreisaFriday

Vinit – #FreisaFriday

“Con questo progetto vogliamo stimolare e soddisfare le esigenze di un pubblico vasto, dai neofiti ai professionisti, dagli amatori agli operatori di settore, adeguando la comunicazione ai vari target generazionali”, Marina Zopegni, Presidente del Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese, per l’articolo di Vinit dedicato al #FreisaFriday! 

(Leggi di più su Vinit

 

L’UVA E IL VINO FREISA (di Alessandro Felis)

Vitigno a frutto rosso diffuso in buona parte del Piemonte, si presenta con grappolo allungato e  spargolo, con acini medi, rotondi, di colore nero bluastro dal peduncolo lungo e verde e di grandezza leggermente inferiore alla media. La buccia è sottile e pruinosa, la polpa succosa, di sapore dolce con una punta di aspro; matura ad inizio ottobre. Il vitigno Freisa è apprezzato per la vigoria e la capacità di adattarsi ai più diversi terreni anche se sono da “considerarsi idonei i vigneti collinari, in buona esposizione con terreni preferibilmente di medio impasto calcareo-argillosi, con esclusione di quelli di fondovalle, pianeggianti o tendenzialmente umidi”, così come recitano i disciplinari di produzione delle due Doc storiche, Freisa di Chieri e Freisa di Asti. La prima, circoscritta alla zona collinare, ultima propaggine del Monferrato, che da Torino si spinge a levante fino a Chieri e la seconda, prodotta nel territorio collinare della provincia di Asti. Negli anni, la denominazione di origine controllata è stata conferita anche le uve Freisa di altre zone e così nascono Langhe Freisa, Monferrato Freisa e Pinerolese Freisa. Compagna del Grignolino nelle denominazioni Grignolino del Monferrato Casalese e Grignolino d’Asti. Come la gente di queste terre, come il tartufo, si nasconde, si fa desiderare per poi aprirsi e diventare generosa nei calici di chi sa apprezzarla.

Due città, da sempre si contendono il “cognome” di questo compagno di merende e di pasti dove la potenzialità dell’uva si estrinseca in mille abbinamenti. Quando le nebbie avvolgono i filari e sfumano i contorni dei filari e delle cascine, suona l’ora della bagna caoda, piatto conviviale che unisce le colline piemontesi e ha nel Freisa, il vero compagno di strada. Un vino gradevole, non troppo strutturato, fresco e profumato, che viene prodotto nelle tipologie secco ed amabile ma anche frizzante e spumantizzato con il metodo Charmat. Se una volta, la tipologia amabile era la più diffusa, il vino beverino delle scampagnate in collina, delle merende sinoire o per rinfrescarsi quando la calura diventava insopportabile, oggi il tipo secco fa parte delle abitudini dei consumatori e diventa compagno da tutto pasto ma anche di arrosti e secondi importanti quando l’affinamento nel legno ammorbidisce e impreziosisce il nettare.

Da sempre divide i sostenitori di Chieri e di Asti che si riconciliano brindando alla salute di quest’uva che è targata Piemonte e profondamente subalpina nel Dna. La Freisa di Chieri è forse storicamente più anziana ma, verrebbe da pensare, che la disputa gioiosa che contrappone fazioni di bevitori accorti sia più da attribuire ad un sano e goliardico campanilismo che a diatribe enologiche e ampelografiche. Piace ricordare questi pochi versi, di autore sconosciuto:

Questa Freisa, sia di Chieri,

d’Asti, Frinco o Refrancore,

v’allontana dai pensieri,

dalle crisi e dal dottore.

 

Cin cin! E che Freisa sia!